Dalla Serie C alla Champions in Romania: Piovaccari re degli emigranti del gol

Ci sono romeni, tanti, che non sono riusciti a farsi una vita serena in Romania. Ma ci sono anche italiani che sono imigrati in Romania. Federico Piovaccari e uno di essi

Quanti sassolini dallo scarpino si starà togliendo Federico Piovaccari detto “il pifferaio di Gallarate” (il soprannome è dovuto alla sua esultanza: mima di suonare un piffero con le mani, un giochetto nato con uno dei suoi due figli).

La sua è una storia di sacrifici, duro lavoro e continui trasferimenti, ma anche di tanti goal. Per il bomber di Gallarate tante, troppe sono state le squadre a non credere in lui, così come tanti sono stati i momenti difficili. Ma adesso le cose sono cambiate, la sua carriera pare aver raggiunto il punto più importante, quello che ogni calciatore sogna.

È italiano, non ha giocato nemmeno un minuto in Serie A ma ha realizzato 4 gol in Champions League. Strano il destino di Federico Piovaccari, che dopo una carriera in Italia con risultati più che discreti (capocannoniere nel 2010-2011 in B nel Cittadella con 23 reti) l’estate scorsa, a 29 anni, ha deciso di accettare la corte della Steaua Bucarest; proprio lui che aveva iniziato nelle giovanili della Pro Patria per poi approdare all’Inter Primavera e da lì girovagare per mezza Italia.

Nell’estate del 2011 passa infatti a titolo definitivo alla Sampdoria, appena retrocessa dalla Serie A.

A Genova, sponda blucerchiata, Piovaccari non riesce a dimostrare il suo valore, a gennaio passa in prestito al Brescia, dove concluderà la stagione con 4 reti realizzate.

Comincia la stagione con il Novara, sempre in prestito dalla Samp, ma delude l’ambiente piemontese che da lui si attende tantissimo: in 6 mesi, Piovaccari non realizzerà nemmeno una rete, un record negativo da dimenticare subito.

Ancora un prestito. Questa volta al Grosseto, a partire dal Gennaio di quest’anno. I maremmani non disputano affatto un bel campionato, tra punti di penalizzazione e continui cambi in panchina. Inevitabile la retrocessione in Lega Pro. Piovaccari, con 7 goal in 17 presenze, torna alla Sampdoria, ma non per restarci.

Dalla provincia alla Champions League. La dirigenza blucerchiata non vuole Piovaccari e lo spedisce con il primo aereo in Romania, in una società gloriosa, la Steaua Bucarest, fresca di titolo nazionale e con una Coppa dei Campioni in bacheca (1986).

Unico italiano di una squadra quasi interamente romena, come da tradizione, un colpo ad effetto che ha fatto storcere il naso a molti tifosi: chi era quel lungagnone di quasi 29 anni che era appena retrocesso col Grosseto dalla Serie B alla Prima Divisione? I supporters della maggior squadra del Paese speravano di sfidare i colossi del calcio europeo nella fase a gironi di Champions con un bomber di altro spessore.

Federico si cala subito nell’ambiente e si sente voluto bene; studia e impara la lingua, che usa perfino nei tweet. Esordisce nel secondo turno dei preliminari di Champions ed il 23 luglio segna il primo gol in trasferta contro il Vardar.

piovaccari 2Lo Steaua si qualifica all’ultimo turno preliminare in cui affronta il Legia Varsavia: Piovaccari segna all’andata e al ritorno trascinando così i rumeni alla qualificazione alla fase a gironi, mettendo a tacere ogni scetticismo.

“E’ un sogno a occhi aperti che si sta realizzando. Non me lo aspettavo fino a sei mesi fa, ogni ragazzo e ogni calciatore vede queste partite in tv e sogna di arrivarci”, parola di Federico Piovaccari. Perché all’ombra dei giocatori espatriati nei grandi campionati europei dove il calcio è nato (Osvaldo, Borini e Giaccherini in Premier League) o dove i petroldollari creano nuove potenze (Verratti e Sirigu al PSG in Ligue 1), c’è uno stuolo di onesti professionisti del pallone che, costretti a emigrare fuori dai confini, riescono a ritagliarsi ruoli di tutto rispetto. Di questi cervelli in fuga del calcio, Piovaccari può essere preso ad esempio.

Intervenuto ai microfoni di Radio Deejay, l’attaccante della Steaua Bucarest Federico Piovaccari ha raccontato l’impatto con il campionato romeno: “Qui mi hanno accolto come Higuain al Napoli, mi trovo molto bene e la città è molto diversa da come me la sarei aspettata; Bucarest assomiglia a Milano. Il pubblico è caldo e c’è una sana rivalità con la Dinamo. I gol in Champions? Sogno di farne altri, anche se non sarà facile”.

Poi abbiamo giocato la Supercoppa, mi sono ritrovato davanti 50mila persone mi sono reso conto che è come essere finito all’Inter o al Milan. In una big, insomma.

Il livello non è come la Serie A, ovvio. Ma le prime 3-4 di Romania da noi potrebbero starci senza problemi”.

Martedì 5 novembre è arrivata la sua definitiva consacrazione ancora una volta nel palcoscenico più importante e prestigioso, quello della Champions League. La Steaua gioca a Basilea e Piovaccari porta in vantaggio i suoi al 17′ segnando il suo primo gol nella fase a gironi della massima competizione internazionale per club. Il Basilea pareggerà al 91′, ma Piovaccari ha ormai già scritto il suo nome nella storia, con i suoi 4 goal è diventato il miglior marcatore straniero della squadra di Bucarest, nella storia della competizione. Un giro immenso che alla fine lo ha portato a coronare il suo sogno, giocare e segnare in Champions League!