Nessuna donna nasce prostituta

NESSUNA DONNA NASCE PROSTITUTA: C’E’ SEMPRE QUALCUNO CHE LA FA DIVENTARE”.

don-benzi
Don Benzi parlando con due ragazze

Vi presentiamo una prima parte di un materiale che riguarda una situazione che in Italia stalla da anni, quella della prostituzione sulle strade di un paese civile e cattolico

Sono passati oltre 20 anni dai tempi in cui Oreste Benzi girava di notte per le strade della sua città, Rimini, per parlare con le ragazze che “battevano i marciapiedi”, costrette a prostituirsi, tentando di dar loro uno spiraglio di speranza in quella orribile esperienza.

Ancora oggi, membri e non della Comunità Papa Giovanni XXIII (CPG23), volontari giovani e un po’ meno, hanno preso in eredità la missione, raccolta nelle sue parole che hanno dato il titolo a quest’articolo. Così, in tante città italiane settimanalmente gruppi legati alla Comunità vanno a trovare giovani e giovanissime sulle vie della prostituzione, cercando di offrire un’opportunità concreta per il cambiamento, all’interno di un programma di protezione sociale.

Anche a Roma un gruppo periodicamente esce per andare a trovare le ragazze in strada.

Quando la notte cala sulla Capitale, alcune strade, che fino a qualche ora prima era ingolfate dal traffico dei lavoratori rientranti dalla routine quotidiana, si svuotano delle colonne d’auto e esili figure semi-nude appaiono sui lati della strada. Pose ammiccanti, a volte francamente sguaiate, borsette che dondolano, tacchi vertiginosi e pezzi di stoffa borchiati che a mala pena coprono le parti del corpo più intime. Tra le auto che sfrecciano nelle strade finalmente deserte, qualcuno punta i fari ed accosta, ed ecco una ragazza che salta su e scompare nell’auto del cliente, più giù in un posto appartato. Più tardi, probabilmente riapparirà nella stessa postazione in attesa di una nuova auto, e così via per il resto della notte …

Tra le varie auto che si appostano lungo i marciapiedi, una ha una mission speciale: è piccola, scura e vecchiotta e percorre piano piano i lati della strada per soffermarsi presso ogni ragazza che incontra.

Dentro quell’auto tre veterani del servizio volontario anti-tratta della Comunità nella Capitale: un anziano prete di nero vestito, dalla divisa sacerdotale al cappello di lana per ripararsi dal freddo; Marco, membro della comunità e attivo supporter dei vari servizi; a capo di questa originale banda Flaminia, una settantenne tutto pepe e determinata a liberare le giovani vittime. A questo trio, spesso si può aggregare qualche volontario che per una notte può decidere di osservare da vicino il fenomeno e, se ne condivide le modalità, unirsi al contrasto dello stesso.

volantino accendi una luce contro la tratta 2

La piccola auto si avvicina ad ogni gruppo di ragazze, scendono i volontari e iniziano a conversare con le giovani; alcune sono delle vecchie conoscenze, altre sono nuove, da poco immesse nel mercato della prostituzione o provengono da altri Paesi in cui sono state precedentemente sfruttate.

Si parla con loro, si cerca di capire qualcosa del loro passato e del loro presente, si cerca soprattutto di far comprendere la possibilità di uscirne … Uscirne sì! Non è facile convincerle, non è facile fare leva sulla paura, sul far credere che è possibile un’altra vita. Che così i soldi sono facili … ma con quali occhi riuscirai a guardarti allo specchio, senza rimettere la maschera di finzione?

Nel frattempo il cellulare comincia a squillare, la ragazza si guarda attorno,  cerchiamo di seguire lo sguardo per vedere chi punta! Da lontano, appare un uomo anch’esso al cellulare, cammina a passo svelto: sia lui lo sfruttatore? Beh..la maglia della criminalità organizzata è complessa e probabilmente sarà colui che controlla le ragazze in quella zona. Intanto, passa un’auto della polizia …

La ragazza si distrae e cerca di tagliar corto. C’è poco tempo e il muro di comunicazione in cui sembrava si fosse aperta una breccia per un brevissimo lasso di tempo, si è rinforzato. Non resta che la consolazione, il sollievo di pochi ma lunghi minuti:  “Preghi?” chiede il prete – “Sì!” risponde la ragazza. La stragrande maggioranza delle prostitute sulle strade italiane sono infatti rumene, quindi cristiane ortodosse. I volontari CPG23 si prendono per mano e stringono le mani della ragazza, si recita un Padre Nostro o un Ave Maria e la giovane chiude gli occhi e recita nella sua lingua la sua preghiera. Capire cosa possa pensare quella povera anima in quel momento è impossibile, certo è che il suo sguardo è turbato, la loro presenza ha mosso delle corde nella coscienza, e i suoi occhi lucidi tradiscono questa sensazione.

Mille racconti, mille storie di vita. Ma è possibile disegnare un profilo standard della vittima.

Tante sono madri poco più che ventenni, il compagno si è volatilizzato e sono rimaste con i bambini, hanno un livello basso di scolarizzazione e i genitori non sempre riescono a dare il loro supporto. Dunque, una giovane donna in grande, grandissima difficoltà. Convincersi di non avere altre chance non è difficile.

Del resto, la situazione economica in un Paese come la Romania è estremamente critica (da qui il forte tasso di emigrazione) e per quelle ragazze che provengono da Paesi come la Nigeria, non ci sono dubbi che in patria la vita sarebbe impossibile. Alcune vengono dietro false promesse, ma in alcuni casi si sa prima di partire la destinazione finale ma si pensa che duri poco, molto poco, giusto il tempo di racimolare un gruzzoletto per aiutare la propria famiglia o magari trovare un altro lavoro nella mitica Italia. Ma non è così, ci sono ragazze che da anni ormai la notte decidono di passarla sulla strada a prostituirsi e una sorta di assuefazione fa loro digerire il terribile rospo.

E mentre nell’economia italiana continua a perdurare una stagnazione che sta trucidando le speranze occupazionali di milioni di italiani, per gli ultimi degli ultimi, per i socialmente esclusi, per queste donne-ombra nelle luci rosse delle notti di una parte di quell’Italia nascosta il sogno di un futuro migliore sembrerebbe impossibile.

La Comunità pertanto offre un supporto concreto mediante il suo sistema di protezione sociale nelle case-famiglia, di aiuto psicologico e medico, di sostegno nel caso di rimpatrio o di rinnovo del permesso di soggiorno, della richiesta di passaporto qualora esso sia stato tolto dalla criminalità.

Frattanto, la Comunità porta avanti intanto la sua bandiera per il contrasto del fenomeno e venerdì 6 febbraio ci sarà la fiaccolata “ Accendi una luce contro la tratta” alla Basilica dei Santissimi Apostoli a Roma a partire dalle 20.30. Siete tutti invitati a partecipare!

 

Ecco il link dell’evento:

http://www.apg23.org/ambiti-dintervento/antitratta/volantino%20accendi%20una%20luce%20contro%20la%20tratta.pdf

S.B.