SCRISOARE ADRESATA PAPEI FRANCESCO PENTRU SPRIJINIREA ROMÂNULUI CONDAMNAT LA MOARTE ÎN MALAEZIA

scrisoare

Scopul acestei scrisori este sa fie citita de Papa Francesco. Speram astfel intr-o interventie de ultim moment care sa salveze viata unui tanar român. Chiar dacă este vinovat, nimeni nu merita sa moară.

Semnatarii scrisorii vor fi grupurile de români legal constituite în Italia, deci se face un apel catre toate organizatiile, asociatiile si partidele de români din Italia pentru a adera la initiativa. Nu se doreste promovarea unei persoane, ci a unei intentii nobile la care putem fi toti partasi. Presedintii de osociatii sau organizatii sunt rugati sa-si dea acordul printr-un comentariu la acest articol sau prin mail la sorin.nedea@studiolegalenedea.it, astfel ca numele propriului grup politic, social sau cultural sa fie trecut printre semnatarii acestei scrisori.

 

Mai precizez ca zilele trecute am fost contactat de un functionar MAE care a declarat ca atat MAE cat si Guvernul Romaniei au fost informati de initiativa noastra din Italia, initiativa care se bucura deci de larg consens in Romania atat printre cetateni cat si printre institutiile statului, tentandu-se astfel rezolvarea situatiei atat pe cai diplomatice cat si umanitare.

 

 

SUA SANTITA’,

 

La vita è un dono di Dio, come Lei ci ha sempre insegnato. Solo Dio, qualsiasi nome abbia nelle varie religioni, ha diritto sulla vita. Purtroppo la pena di morte esiste ancora in molti paesi secondo le leggi locali. Ci sono luoghi sulla Terra dove la vita dipende da presidenti, monarchi, legislazioni che si ritengono sopra le regole di Dio. Persone che decidono sulla vita di altre persone.

Attualmente in Malaysia è detenuto un giovane rumeno di 23 anni condannato a morte. Il suo nome è Ionut Gologan. Ha trasportato 1 kg di anfetamine per poche centinaia di euro e adesso l’aspetta la pena di morte per impiccagione che sarà eseguita nel mese di agosto 2015. Fra 2 mesi un giovane di 23 anni morirà, condannato in seguito ad un sommario processo. QUESTA CONDANNA A MORTE FERMERA’ LA DROGA OPPURE E’ UN SEMPLICEE PRIMITIVO ATTO DI CRUDELTA’?

Nessuno mette in dubbio la colpevolezza di IonutGologan,in primis noi connazionali,per un fatto del genere. La domanda è: possiamo rimanere impassibili mentre un giovane ventenne viene impiccato? Togliere una vita è una soluzione? Quante persone avrebbero il coraggio di guardare negli occhi un giovane mentre è impiccato e dire che è giusto così? Girare lo sguardo d’altra parte ci mette forse l’anima in pace?

Da fonti ufficiali apprendiamo che nel 2015 sono state graziate dal Sultano di Malaysia10 persone, tutte condannate per traffico di droga. IonutGologan non ha beneficiato di una vera difesa legale, per lui non è intervenuto nessuno e quindi lui dovrà morire: così dicono  le leggi malaysiane.

LeSue  parole,  Santità, sono ascoltate e riverite  in tutto il mondo, indipendentemente della religione. Lei è la persona più autorevole che può intervenire per la salvezza di una vita umana, la vita di un giovane che altrimenti sarà spentain modo crudele. La parola di Dio che viene ignorata in nome della giustizia umana.

I rumeni d’Italia firmatari della presente fanno appello a Lei, Santità,alla Sua misericordia: Le chiediamo, in nome di Dio e in nome del rispetto della vita umana di inviare  una preghiera di clemenza al Sultano della Malaysia, l’unica persona che può commutare la pena di morte per IonutGologan.Le inviamo i sensi della nostra devozione e confidiamo nel Suo intervento che è l’ultima speranza di vita per questo giovane. Lo aiuti e ci aiuti, Santo Padre, a sperare in un mondo dove l’uomo rispetti sempre e comunque il dono della vita umana.

 

Che Dio aiuti il nostro fratelloIonut. E che Dio aiuti tutti noi!